Il fumo fa male e non solo alla salute, attenzione alle scelte che fai

Il fumo fa male alla salute, questo non è un mistero, ma molti si chiedono quanto in realtà faccia male e se non sia solo un’esagerazione per mascherare altri interessi.

Questa considerazione nasce dal fatto che alcune persone non si fidano delle fonti mediche ufficiali che accusano il tabacco come prima causa di morte evitabile nel mondo.

La tesi si fonda sul fatto che i governi enfatizzano i danni da fumo per nascondere le altre fonti di inquinamento quale smog cittadino, pesticidi e gas industriali.

La mia opinione è chiara, se è vero come è vero che la società ha bisogno di un cambio radicale nel modello di sviluppo con l’abbandono dei combustibili fossili, questo non nasconde la stupidità di chi afferma che il fumo di tabacco non sia dannoso per la salute umana.

Vivere in un’ambiente inquinato non deve essere usato come scusa per continuare con il fumo perché è certo che fumare nuoce gravemente alla salute.

Non è uno slogan privo di significato, è realtà medica supportata da migliaia di evidenze scientifiche provenienti da tutto il mondo.

Il fumo fa male – tutti i fumi fanno male – compreso quello della sigaretta.

In un mondo utopico la qualità dell’aria in città avrebbe le stesse caratteristiche dell’aria di montagna, ma visto che molti di noi vive in città dobbiamo fare tutto il possibile per proteggere la salute nostra e dei nostri cari.

Non è infatti solo il fumo attivo ad uccidere, anche il fumo passivo infatti è molto pericoloso specialmente per donne incinta e bambini.

Il fumo fa male: le prime evidenze mediche

il fumo fa maleLe origini sullo studio degli effetti del tabacco sulla salute umana assunsero aspetti simili a quella di una spy story dai contorni misteriosi.

Quando delle evidenze scientifiche che vanno contro a forti interessi economici iniziano ad emergere, si crea una situazione di confusione perpetrata da chi quegli interessi vuole difendere.

Quello che sta accadendo ora circa il cambio climatico – da una parte chi nega l’azione delle attività umane e chi invece afferma il contrario – in passato avvenne per l’innocuità del tabacco.

Nel disperato tentativo di occultare la verità, le aziende del tabacco iniziarono a finanziare scienziati per alimentare il dibattito contro le evidenze che arrivavano da ogni parte.

La situazione è molto simile al dibattito attuale circa i danni della sigaretta elettronica, quando la comunità scientifica si divide il consumatore è la prima vittima.

La storia di come le multinazionali tentarono di distorcere la realtà occultando milioni di pagine di documenti è stata raccontata addirittura in un film nel 2005.

Thank you for smoking (Grazie per fumare) è un film dove il protagonista è un lobbista delle multinazionali del tabacco che attraverso la sua arte oratoria cerca di negare le evidenze sui danni del fumo.

Quello che successe nella realtà non si discosta dai contenuti del film.

I primi studi con i risultati delle ricerche iniziarono ad essere pubblicate all’inizio degli anni 50 negli Stati Uniti.

Tra i vari ricercatori a studiare gli effetti del fumo sulla salute, Richard Doll e Richard Peto furono i primi a pubblicare uno studio, ma si dovette attendere il 1953 per la pubblicazione del più grande studio epidemiologico condotto su 187.776 uomini tra i 50 e i 69 anni che svelò per la prima volta su larga scala gli effetti devastanti sul fumo.

I risultati furono eclatanti, i fumatori avevano un rischio doppio di morire rispetto ai non fumatori.

In quel momento iniziò la macchina del fango portata avanti dalle multinazionali che misero in discussione tutta l’opera scientifica in quanto mettevano in dubbio il legame tra malattia e sigarette in quanto l’essere umano era sottoposto anche ad altre fonti inquinanti.

Provocatoriamente chiese di rinchiudere delle cavie umane per 25 anni all’interno di una cupola di vetro ed esporli al solo fumo di tabacco.

Ovviamente questo era inaccettabile, ma era la strategia utilizzata per mettere in dubbio lo studio.

In quegli anni tutti fumavano, dalle star di Hollywood ai dottori in ospedale, la società era diversa a quella attuale.

(Probabilmente tra vari decenni i nostri successori penseranno lo stesso di noi circa gli scarichi delle auto.)

Iniziò una forte campagna mediatica pro fumo finanziata dalle lobby, si aprirono riviste scientifiche, si pagò attori, medici, sportivi, per negare le evidenze scientifiche che piano piano venivano alla luce.

Si dovette aspettare il 1964 per la prima presa di posizione delle autorità che in quell’anno pubblicò un report dove per la prima volta si affermò che il fumo di tabacco è la causa principale del tumore al polmone.

Negli anni Ottanta Charles Everett Koop, un noto chirurgo americano, fu uno dei più illustri e attivi medici a firmare i rapporti medici circa i danni del fumo e ad attaccare pubblicamente le aziende.

Fu anche grazie a lui che la campagna negazionista venne meno e si iniziò con informare la popolazione circa i danni con le scritte sui pacchetti.

Negli anni è stata creata una banca dati enorme chiamata Tobacco Document Library dove vengono raccolti gli 80 e più milioni di pagine circa i danni del fumo.

Fumare fa male all’intero organismo

I quasi 70 anni di ricerca medica e le 80 milioni di pagine di ricerche parlano chiaro, il fumo fa male.

Ora da fumatore puoi mettere la testa sotto la sabbia oppure assumerti le tue responsabilità.

Domandati pure se una sigaretta sia più importante della tua vita?

Se pensi che lo sia, continua pure a fumare, ma almeno fallo con la consapevolezza che il fumo uccide te e chi ti sta intorno.

Gli avvertimenti sui pacchetti non sono dei freddi slogan, sono il frutto di decenni di impegno medico scientifico.

Nella speranza che lo stesso impegno venga messo per contrastare le lobby del petrolio, iniziamo con quello che sta sotto il nostro controllo.

Se non possiamo per il momento obbligare i governi a bloccare la vendita di auto a diesel e benzina, quello che invece possiamo fare oggi stesso è prendere quel maledetto pacchetto di sigarette e buttarlo dove merita, nel cassonetto dei rifiuti.

Il fumo di tabacco contiene 4000 sostanze di cui 400 tossiche e 40 cancerogene certe, sostanze che danneggiano ogni singolo organo nel nostro corpo nessuno escluso.

A partire dall’apparato respiratorio, il più danneggiato perché in diretto contatto con il veleno, si continua con i danni a cuore, cervello e apparato digerente.

Non si salva nessuno, perfino capelli, denti e pelle sono danneggiati.

Il motivo è semplice, il mix tossico di veleni assunti è molto potente.

Se vuoi approfondire, leggi tutti i danni del fumo all’organismo.

Il fumo fa male anche alla salute mentale

Lasciamo per un attimo da parte gli effetti del fumo sulla salute fisica e concentriamoci sul complesso mondo della mente e delle emozioni.

Il fumatore è paragonabile all’eroinomane che per tornare ad uno stato mentale normale deve assumere la sua dose di sostanza.

Sia mentre fuma sia mentre non lo fa, il fumatore è ansioso perché sa che fumare fa male, ma non può smettere perché dipendente.

L’ansia si trasforma in nervosismo quando non può fumare e così via un via e vai di emozioni negative.

Il non fumatore non conosce nulla di quello che passa per la testa del fumatore, anzi dal suo punto di vista lo vede anche con un po’ di pena, chi non fuma non ha bisogno di assumere veleno per rilassarsi, il non fumatore è già rilassato.

Facciamo l’esempio che lo stato normale sia il numero 0, lo stato felice il numero +1 e lo stato ansioso il numero -1

Il fumatore appena si sveglia è allo stato -1, assume nicotina e passa a 0, il non fumatore è già a 0.

Al non fumatore arriva una buona notizia, il suo stato salta a livello +1, la stessa notizia arriva al fumatore, anche lui va allo stato +1, ma poi ecco che arriva il bisogno di fumare, arriva l’ansia si ritorna allo stato -1. E il ciclo continua.

Ecco che la sigaretta non è l’amico che ti sostiene, ma il nemico che ti affoga.

Il fumo e i suoi danni: considerazioni finali

Il fumo fa male, 70 anni di ricerche lo hanno dimostrato e chi dice il contrario è solo uno dei tanti truffatori con interessi da difendere.

Smettere di fumare più che un dovere è un tuo diritto, il diritto di vivere libero dalla propaganda e dai falsi miti del tabacco.

Avvelenarti i polmoni non è la soluzione a nulla, il falso benessere che si associa al fumare è solo frutto di inganni mentali e pubblicità occulte.

Fermati ad osservare i messaggi che ti arrivano dai mass media, guardali bene, ci vedrai lobby e finanziamenti.

Alessandro

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