Cos’è il tabagismo, l’abitudine che ti accorcia la vita

Per tabagismo si intende la dipendenza di fumare tabacco, un prodotto agricolo ottenuto dalla lavorazione delle foglie delle piante del genere Nicotiana.

Le foglie della pianta vengono raccolte ed essiccate per poi essere lavorate a seconda della modalità di assunzione da parte del fumatore.

Il tabagismo nasce per via della sostanza contenuta nel fumo di tabacco, cioè la nicotina, un alcaloide stimolante  in grado di generare dipendenza fisica e mentale.

La nicotina crea tabagismo perché è una sostanza in grado di arrivare direttamente al cervello e stimolare il rilascio di neurotrasmettitori coinvoliti nelle sensazioni di piacere ed euforia.

Presente in tutta la pianta, è nelle foglie che si concentra maggiormente costituendo lo 0,3-0,5% del peso secco della foglia. La nicotina è presente in quantità minori anche in pomodori, peperoni, melanzane e patate.

Quando si inala il fumo, a livello polmonare avviene lo scambio e la nicotina entra nel circolo sanguigno dove è capace di attraversare la barriera emato-encefalica e legarsi ai recettori della dopammina.

Questo è il processo alla base del tabagismo.

Dipendenza e astinenza

tabagismo-dipendenzaLa nicotina genera dipendenza al fumo e questo comporta tutta una serie di problemi.

Il primo è quello della dipendenza alla sostanza provocando una vera e propria schiavitù che purtroppo è molto dannosa per la salute.

Il fumo infatti non contiene solamente nicotina, ma anche e soprattutto i sotto prodotti della combustione incompleta, cioè un mix letale di sostanze di cui alcune altamente cancerogene.

Il fumo infatti contiene sostanze altamente tossiche come benzene, cadmio, monossido di carbonio e molte altre ancora in grado di generare malattie anche molto gravi.

Il tabagismo infatti genera milioni di vittime ogni anno, ma le basi psicologiche che si nascondo dietro la dipendenza alla sostanza fanno sì che i fumatori continuino con questa totale schiavitù alla sostanza.

Chi smette di fumare infatti soffre dei sintomi dell’astinenza, che nel caso della nicotina sono più mentali che fisici.

Rispetto ad altre sostanze stupefacenti, la nicotina non ha grossi effetti fisici su chi smette, la dipendenza infatti lavora ad un livello superiore, quello mentale che può addirittura durare tutta la vita.

Se sei un fumatore, immagino che tu sappia di cosa sto parlando. Chi smette di fumare infatti si sente nervoso, depresso, ansioso e con difficoltà di dormire e concentrarsi.

Questi stati alterati dipendono soprattutto dalla dipendenza mentale alla nicotina.

Storia del tabacco

Chiamato anticamente “cibo degli dei”, il tabacco è un prodotto usato dall’umanità sin dai tempi antichi.

Il tabacco infatti era usato dalle popolazioni indigene dell’America per scopi religiosi e rituali, mentre il primo contatto dell’Occidente con la pianta avvenne relativamente tardi.

Si dovette attendere infatti le prime esplorazioni del nuovo mondo, a partire dalla scoperta dell’America nel 1492, quando le popolazioni europee vennerro a contatto per la prima volta con la pianta del tabacco.

I popoli indigeni, compresi Maya e Atzechi, usavano il tabacco per comunicare con le divinità ed era ad uso esclusivo di sacerdoti e curatori.

Il primo esploratore a presentar il tabacco in Europa fu Jean Nicot al quale si deve il nome nicotina.

A seguito del primo contatto, in Europa il tabacco venne presto popolare tra una larga fetta di popolazione, usato nelle più svariate occasioni.

Il culto del fumo di tabacco prese piede perché molti pittori scrittori e poeti iniziarono una specie di culto dell’abitudine di fumare, scrivendone le doti e dipingendo le gesta legate al fumo.

Questa pratica ovviamente incontrò anche l’opposizioni di alcuni re e governi, cercando con scarso successo di impedire la diffusione del fumo di tabacco.

Il tabacco inizialmente si fumava in pipe e sigari, e solo a partire dal 1850 nacquero le sigarette, il più potente mezzo per aspirare il fumo.

Durante la guerra civile americana iniziò a circolare infatti un tipo di tabacco più chiaro e aromatico, ma in grado di generare una più forte dipendenza.

Nel 20° secolo, con lo scoppio delle grandi guerre mondiali, le sigarette si diffusero largamente su ampie fascie di popolazione, inizialmente usate sul campo di battaglia, in seguito vennero sponsorizzate dai divi americani come simbolo di lusso e prestigio per dar vita alla piaga che oggi rappresenta il fumo di sigaretta.

Produzione e lavorazione del tabacco

La produzione del tabacco inizia con la semina e la crescita della pianta del genere Nicotiana.

Esistono diverse piante del tabacco, di tutte le specie la più utilizzata è Nicotiana Tabacum, una pianta perenne originaria del Nord e Sud America.

Durante la fase di crescita vengono usate delle sostanze differenti come i fosfati per dare il giusto aroma alla pianta.

Le foglie sono la parte utilizzata per produrre tabacco che vengono raccolte e poi essiccate in vari modi:

  • Air cured: foglie essiccate all’interno di essicatoi ben ventilati;
  • Fire cured: pezzi di legno vengono lentamente bruciati all’interno dell’essicatoio per dare un aroma particolare;
  • Flue cured: essiccate da leggere fonti di calore;
  • Sun cured: essiccate al sole.

I caratteristici e tradizionali essicatoi stanno pian piano scomparendo per lasciar spazio ad impianti industriali.

A seguito dell’essicazione, il tabacco viene poi lavorato a seconda dell’uso finale.

Come assumere tabacco

Il modo più diffuso per assumere tabacco, e quindi nicotina la sostanza stupefacente al suo interno, è l’aspirazione del fumo generato dalla parziale combustione.

Il tabacco viene infatti lavorato per poi assumere determinate forme come la sigaretta e il sigaro che sono facilmente aspirabili dal fumatore.

La sigaretta è certamente la modalità di assunzione più diffusa.

Per produrre sigarette il tabacco viene finemente trinciato, per poi essere mescolato con altre sostanze come additivi chimici per garantire la conservazione e l’aroma

Il composto viene quindi arrotolato intorno una carta, viene aggiunto un filtro ad una delle due estremità per così assumere la tipica forma cilindrica.

Le sigarette si differenziano dai sigari che sono più grandi e che non prevedono l’utilizzo di carta in quanto le foglie di tabacco vengono arrototolate su se stesse.

Esistono molte tipologie di sigari, di cui quelli cubani considerati i migliori al mondo per via della particolarità climatica dell’isola di Cuba.

Sono considerati una valida alternativa alle sigarette in quanto il fumo non va inalato riducendo i danni dal fumo. E’ infatti noto che la sigaretta è la più dannosa delle modalità di assunzione del tabacco sia per la presenza di carta, sia per l’aggiunta dei componenti chimici.

Una modalità di assunzione che sta prendendo piede negli ultimi tempi è il tabacco da rollare venduto in buste che verrà poi utilizzato per la realizzazione di sigarette artigianali.

Molto di voga in passato era l’utilizzo della pipa, strumento dalla tipica forma usato per fumare il cosidetto tabacco da pipa. Il fumo da pipa non viene inspirato riducendo quindi i danni per l’organismo.

Esiste anche la pipa ad acqua, dalle più svariate forme, tra cui la più diffusa è il narghilè.

Nuovissima invenzione è la sigaretta elettronica che tuttavia non ha nulla da condividere con il tabacco se non la presenza di nicotina.

La e-cig è uno strumento elettronico alimentato a batteria contenente un liquido formato da glicerolo, acqua e glicole propilenico al quale viene aggiunta nicotina e aromi vari e capace di generare un fumo simile alla sigaretta senza la combustione.

Sebbene esistano studi che affermano che la sigaretta elettronica sia meno dannosa rispetto alla sigaretta tradizionale, il dibattito è ancora aperto.

Alternative al fumo

Anticamente le foglie di tabacco venivano usate dai popoli indigeni americani per la realizzazione di infusioni dall’alto contenuto in nicotina in grado di generare uno stato alterato ed euforico.

Successivamente, nacquero alternative al fumo di tabacco che comprendono il tabacco da fiuto e il tabacco da masticare.

Il primo si presenta sotto forma di polvere fina che, come suggerisce il nome, viene inalata dal naso, mentre il secondo è prodotto tramite vapore e viene appunto masticato. Esiste la versione americana del tabacco da masticare e quella invece prodotta nei paesi scandinavi.

Pericoli del tabagismo

Leggere la storia del tabacco, della produzione e quant’altro potrebbe trarre in inganno il lettore e far credere che il tabagismo sia una cosa positiva.

Purtroppo o per fortuna non è così.

Il tabagismo infatti è una delle prime cause di morte indiretta perché aumenta vertigionasamente il rischio di contrarre malattie mortali come il cancro e l’infarto.

Esistono infatti numerosi studi che mettono in relazione l’uso del tabacco e l’incidenza di malattie ai diversi organi.

L’apparato più colpito è certamente quello respiratorio in quanto è quello a diretto contatto con i prodotti derivanti dalla combustione del tabacco.

Tuttavia i danni del tabagismo si riflettono in quasi tutti gli organi umani aumentando la probabilità di contrarre malattie.

Esistono diverse scuole di pensiero sull’uso del tabacco, la prima stabilisce che tutti i prodotti derivanti dal tabacco siano tossici in egual misura, mentre la seconda definisce diversi gradi di pericolosità.

Tutti sono comunque concordi che il fumo di sigaretta sia il più dannoso sia perché il fumo viene insiparato all’interno dei polmoni, sia perché si fuma anche carta e altri additivi aggiunti nella fase di lavorazione.

Per approfondire i danni del tabagismo, leggi anche: danni del fumo

Smettere di fumare

I danni del fumo sono drammatici, ogni anno muoiono milioni di persone per colpa del tabagismo.

Smettere di fumare diventa quindi una prerogativa importante per tutti coloro che hanno a cuore la propria vita.

Smettere di fumare è inoltre importante per chi vuole proteggere tutti coloro che vivono intorno perché fumare non fa male solo al fumatore, ma anche a chi respira il fumo passivo generato dalla combustione.

Per questo motivo sono state emanate diverse leggi che proibiscono il fumo all’interno di spazi chiusi, con l’aggiunta in alcuni paesi di tutti gli spazi pubblici aperti.

Negli ultimi anni infatti il mito del fumo generato dalle multinazionali del tabacco attraverso promozioni e campagne pubblicitarie è stato distrutto con numerose campagne informative circa i danni del tabagismo.

Basta guardare le immagini nei pacchetti di sigarette per capire che l’umore dell’opinione pubblica è nettamente cambiato nei confronti del tabacco.

Chi vuole smettere di fumare ha davanti a sé una sfida certamente importante perché il meccanismo dietro alla dipendenza alla nicotina è subdolo e condiziona direttamente il nostro cervello.

Essendo una sostanza stupefacente a tutti gli effetti, la nicotina è in grado di generare una dipendenza molto forte che in alcuni casi può durare anni.

Esistono diversi metodi per smettere di fumare, e ognuno funziona più o meno bene a seconda del caso specifico. C’è chi preferisce abbandonare di colpo il tabacco, chi invece adotta un metodo graduale di riduzione del numero di sigarette fumate, oppure attraverso metodi alternativi di somministrazione della nicotina come ad esempio cerotti o gomme da masticare.

Qualsiasi sia il metodo utilizzato, resta chiaro che smettere di fumare è di vitale importanza per il fumatore che ha finalmente deciso di cambiare vita in maniera definitiva.

Tabagismo e dipendenza: considerazioni finali

In questo breve racconto abbiamo toccato i punti principali che riguardano il tabagismo con un interessante approfondimento sulla storia della diffusione del tabacco.

E’ innegabile che l’utilizzo di una sostanza dagli effetti apparentemente rilassanti come quelli generati dalla nicotina sia facile da iniziare, ma difficile da cessare.

Ecco perché, da ex fumatore, ho deciso di mettere tutta la mia esperienza personale al servizio di chi oggi lotta contro il tabagismo.

Il fatto che io non sia un fumatore quotidiano non mi mette in salvo dai pericoli delle ricadute, ci sono delle occasioni come viaggi e celebrazioni che mettono a dura prova il mio stato d’animo.

Non è facile smettere di essere un fumatore, ma non è impossibile perché oggi si contano milioni di ex fumatori felici della propria scelta.

Il segreto è smettere di pensare alla sigaretta come un aiutante, ma metterlo sotto la giusta ottica e cioè come un maledetto nemico per la nostra salute.

Insieme possiamo farcela.

Alessandro di Devo Smettere.

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