Tipi di droghe: classificazione, differenze, legislazione, effetti

Benvenuto su Devo Smettere, il portale contro le dipendenze, oggi parliamo dei tipi di droga in circolazione. La guida è dedicata a tutte quelle persone che vogliono aiutare un amico o un familiare ad uscire dalla droga. Per sconfiggere la droga, bisogna prima conoscerla per poi evitarla e contrastarla. Buona lettura!!!

La droga è un termine utilizzato nel linguaggio comune che sta ad indicare un gruppo di sostanze illegali che provocano dipendenza e tutta una serie di conseguenze fisiche e psichiche nell’assuntore.

Le droghe in questo caso possono essere di origine naturale o chimica.

In realtà, in farmacologia, con il termine droga si intendono tutte quelle sostanze naturali che contengono dei componenti in grado di generare un effetto farmacologico.

Quando parliamo di droga quindi, sarebbe più corretto parlare di sostanza stupefacente, cioè una sostanza con effetti sulla psiche umana.

Il problema della tossicodipendenza fra i giovani al giorno d’ oggi è un problema molto grave ed allarmante.

Si tratta di una “piaga sociale” che interessa tantissimi ragazzi e ragazze in età adolescenziale; si sente spesso parlare di spaccio droga, pasticche e di fumo tra coetanei, i quali per provare lo sballo iniziano a farne uso, con la conseguenza inevitabile di diventarne dipendenti.

La tossicodipendenza è un problema, un sistema comportamentale che si instaura in seguito all’uso cronico di sostanze tossiche quali droghe illegali o legali come l’alcol, o farmaci a prescrizione medica.

Chi incomincia già dagli inizi dell’adolescenza, specialmente nel periodo delle scuole medie avrà non poche difficoltà nel cercare di riuscire da questo nefasto tunnel.

Per non parlare poi dei gravi problemi e delle conseguenze a livello psico-fisico che l’adolescente subirà dall’uso, o meglio abuso di sostanze stupefacenti.

L’utilizzo delle sostanze stupefacenti da parte dei giovanissimi l’illusione di risolvere tutti i problemi a cui ci troviamo di fronte, con effetto immediato, ci fanno sentire subito meglio così poi da averne bisogno sempre.

La dipendenza da sostanze stupefacenti è un problema sociale e sanitario molto diffuso con conseguenze dirette anche sulla famiglia, in particolare, sui genitori del ragazzo e/o della ragazza che fa uso di stupefacenti.

Indirettamente questo problema impatta anche sulla spesa pubblica e sul sistema sanitario nazionale dato l’utilizzo di sostanze da abuso comportano gravi danni cerebrali, malattie quali cancro, cirrosi, epatiti, HIV e depressione.

Il rischio di morire improvvisamente per overdose incrementa con l’avanzare del tempo e con il perdurare ad assumere le sostanze stupefacenti.

Molti di questi giovani si vergognano di parlarne con qualcuno, altri invece trovano il coraggio di parlarne magari con i genitori o con gli amici più vicini a loro, che li sostengono e li aiutano a farsi aiutare dalle strutture sanitarie e comunità di recupero dei tossicodipendenti.

La speranza per un genitore è quella di vedere il proprio figlio o figlia guarire completamente dal tunnel della tossicodipendenza.

Non è facile ma è una strada tortuosa e difficile per entrambi: il valido sostegno da parte della famiglia al soggetto tossicodipendente è, comunque, importante per il successo.

Se sei un genitore di un ragazzo/a tossicodipendente non abbandonarlo mai, aiutalo, supportalo in ogni momento della sua vita e della giornata.

Un percorso assieme è la giusta soluzione per riuscire a ricondurlo sulla “retta via”.

Cos’è una sostanza stupefacente

tipi di drogheSi definisce sostanza stupefacente una sostanza chimica farmacologicamente attiva capace di alterare l’attività mentale e psicologica, oltre che fisica di un soggetto.

Molte sostanze di questo tipo sono capaci di indurre, nel medio-lungo termine fenomeni di dipendenza, tolleranza ed assuefazione.

Nella definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) si definiscono stupefacenti tutte quelle sostanze in grado di causare:

  • tolleranza: la capacità dell’organismo di sopportare a dosi gradualmente più elevate la tossicità delle sostanze;
  • dipendenza: necessità di assumere tali sostanze per evitare crisi di astinenza;
  • assuefazione: il venir meno dell’effetto della sostanza stupefacente comporta la necessità di aumentare la dose per produrre lo stesso effetto psichico.

È utile suddividere le forme di dipendenza della sostanza stupefacente in:

  • dipendenza fisica (alterazioni del funzionamento biologico);
  • dipendenza psichica (alterazioni dello stato psichico e comportamentale).

Il Ministero della Salute riporta ed aggiorna le Tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope e con il Decreto legge 20 marzo 2014, n. 36, convertito con Legge 16 maggio 2014, n. 79, sono state apportate alcune modifiche al Testo unico sugli stupefacenti (DPR 309/90).

Come si classificano le droghe

Per quanto concerne la classificazione delle droghe, due sono le principali metodologie di classificazione, qui di seguito ascrivibili:

  • per struttura chimica;
  • per effetti farmacologici.

Prendendo in considerazione gli effetti farmacologici è possibile distinguere le sostanze narcotiche, dagli stimolanti e gli allucinogeni.

Le sostanze narcotiche o narcotici sono sostanze con cui si viene ad instaurare più velocemente una dipendenza.

A questa categoria di sostanze stupefacenti appartengono gli oppiacei, il cui principio attivo ricavato dal papavero da oppio è la morfina e i suoi derivati la cui forma più nota è l’eroina e gli oppiacei di sintesi (metadone, fentanyl, buprenorfina, e altri).

I narcotici sono sostanze dotate di proprietà analgesiche, sedative ed euforizzanti: agiscono a livello cerebrale e su tutto il sistema nervoso centrale, sulla emotività e la sfera degli istinti.

Possono indurre forte dipendenza fisica e psichica per la rapidità di assuefazione, cioè per la velocità con cui l’organismo umano si abitua, richiedendone dosaggi via via maggiori.

L’assuefazione da sostanze narcotiche comporta reazioni patologiche gravi una volta che si sospenda l’uso della sostanza; si parla di crisi d’astinenza.

La dipendenza fisica è difficilmente superabile per semplice iniziativa spontanea del soggetto affetto da tossicodipendenza ed è più facile risolvere il problema con programmi di intervento farmacologico, efficaci nel coprire gli effetti dell’astinenza.

Si tratta di sostituire la morfina con un altro oppiaceo, che abbia minore effetto psicotropo a dosi via via minori: queste procedure risolvono gli effetti derivanti dall’assuefazione anche se, la dipendenza psichica da bisogno di assumere narcotici è più difficile da superare.

Altra tipologia di sostanza stupefacente è la categoria degli stimolanti: rientrano in questa categoria tutte le sostanze in grado di esercitare azione “stimolante” sul sistema nervoso centrale.

Alcune sostanze stimolanti sono somministrate a scopi terapeutici come l’anfetamina, ed il metilfenidato; si pensi che la cocaina, inizialmente impiegata come anestetico locale per le operazioni a naso, bocca e gola, è stata completamente soppiantata dalla lidocaina.

Sono incluse in questo gruppo le sostanze di uso comune come la caffeina.

Le sostanze stupefacenti stimolanti o eccitanti è una categoria piuttosto vasta e include sostanze diverse per tipologia di effetti, accomunate dal fatto di avere l’effetto di aumentare le prestazioni psicofisiche ed alcune funzioni biologiche.

Gli stimolanti hanno effetti di vaso-costrizione e producono un innalzamento della pressione sanguigna, del polso e/o della respirazione, della capacità di attenzione. La maggior parte di esse producono assuefazione psichica ed alterazioni fisiologiche e, a lungo termine, inducono sindromi psicotiche.

Altra categoria di stupefacenti, oltre a stimolanti e narcotici, è quella degli allucinogeni o droghe psichedeliche: a questa classe di droghe rientrano tutte le sostanze che agiscono direttamente sugli impulsi nervosi nella fase di elaborazione delle sensazioni uditive, visive, tattili.

Appartengono agli psichedelici droghe come l’LSD, il DMT, la psilocibina, la mescalina e gli anestetici dissociativi come la ketamina e il PCP.

Gli allucinogeni inducono profonde alterazioni dello stato di coscienza, allucinazioni, depersonalizzazione; si tratta di effetti temporanei che svaniscono con l’effetto della droga.

Le droghe psichedeliche, a differenza delle precedenti classi di stupefacenti, provocano assuefazione e agiscono sul sistema centrale anche se si assumono dosi estremamente basse.

Le droghe psichedeliche non “bruciano i neuroni” e non creano alcun danno fisico: possono creare scompensi mentali in alcuni individui non particolarmente stabili mentalmente.

Nella moderna scienza un “viaggio psichedelico” è un accesso al proprio subconscio e l’intensità dell’esperienza è proporzionale alla quantità di sostanza ingerita.

Droghe leggere e pesanti: quali sono e differenze

Altra distinzione e classificazione inerente le sostanze stupefacenti riguarda le droghe leggere da quelle definite come pesanti.

Vediamo la distinzione: si definisce una droga leggera una sostanza stupefacente incapace di creare dipendenza nel soggetto che le assume, le cui proprietà psicotrope sono piuttosto trascurabili.

Rientrano nella categoria delle droghe leggere tutte le piante del genere della canapa, da cui si ricavano le sostanze psicotrope quali marijuana e hashish.

Talvolta, rientrano nella categoria delle droghe leggere anche gli psichedelici come funghi del genere psylocibe, DMT, LSD, i quali non danno dipendenza fisica.

Tra le droghe pesanti, invece, rientrano tutte le sostanze stupefacenti capaci di creare dipendenza nel soggetto che le assume, le cui proprietà psicotrope sono piuttosto rilevanti sul soggetto che le assume, comportando dipendenza e necessità di incrementare i dosaggi nel tempo.

Tra le droghe pesanti rientra la cocaina che dà tossicomania, ovvero dipendenza fisica e, soprattutto, dipendenza psichica.

L’astinenza comincia poco dopo avere interrotto l’assunzione e cagiona depressione, sonnolenza, inquietudine; gli effetti collaterali e i rischi si moltiplicano se viene fumata o iniettata in vena.

Le conseguenze psichiche derivanti dall’assunzione di cocaina comprendono:

  • la notevole riduzione delle facoltà intellettive;
  • il danneggiamento della memoria;
  • gli stati di allucinazione visiva e tattile.

Le conseguenze fisiche dell’abuso di questa droga pesante possono essere ascrivibili alle seguenti:

  • mancanza d’appetito con conseguente dimagrimento e flaccidità dei tessuti;
  • scomparsa del desiderio e impotenza;
  • forte accelerazione del battito cardiaco;
  • insonnia grave;

Altre droghe pesanti sono il crack e l’ectasy: il crack è un derivato della cocaina, viene fumato in piccole pipe di vetro e raggiunge il sangue e il cervello e provoca effetti molto simili a quelli della cocaina. Il crack è appellata come “droga dei poveri” per il suo basso costo; per questo è molto diffusa tra gli adolescenti.

L’ecstasy è rinvenibili in commercio spesso sotto forma di Mdma, un derivato dell’anfetamina, distribuita sotto forma di pasticche colorate.

Questo tipo di sostanza stupefacente conferisce una grande carica, fiducia in sè stessi, emozioni forti, facilità nei rapporti con gli altri, provoca accelerazione del battito cardiaco, dilatazione delle pupille, innalzamento della pressione e costituisce dunque un rischio per chi ha disturbi al cuore e ai reni.

Droghe naturali ed artificiali: quali sono

Un’ultima classificazione inerente le sostanze stupefacenti concerne la differenza tra droghe naturali e quelle artificiali.

Come si può immaginare, le droghe naturali sono quelle che si possono ricavare ed estrarre in natura, in particolare dalle piante, mentre quelle sintetiche o artificiali sono prodotte in laboratorio.

Le droghe naturali più diffuse sono la cocaina, l’oppio, l’eroina, canapa dato che si tratta di droghe derivanti dalla lavorazione delle piante:

  • la cocaina si estrae dalla Erithroxylon Coca che cresce spontaneamente in America Latina;
  • l’oppio si estrae dal papavero da oppio, Papaver somniferum, da cui si ricava la morfina e l’eroina;
  • la canapa deriva dalla pianta Cannabis sativa, molto comune ovunque e di facile coltivazione; i derivati della cannabis sono la marijuana e l’hashish.

Le droghe sintetiche sono prodotte in laboratorio e tra le più diffuse si annoverano:

  • l’ecstasy;
  • LSD, un allucinogeno;
  • anfetamine, derivati sintetici appartenenti al gruppo di farmaci simpatico-mimetici.

Principali droghe più diffuse in Italia

Le ultime statistiche sulla droga in Italia mettono in evidenza che 6 milioni degli italiani facciano uso di cannabis; si tratta di dati estrapolati dalla relazione annuale sulle droghe: dal report emerge anche che 1,1 milioni di italiani usano la cocaina, 218.000 eroina e 591.000 altre sostanze chimiche, come ecstasy, LSD e amfetamine.

La situazione appare statica rispetto alle precedenti rilevazione statistiche: l’Italia è seconda in Europa per consumo di cannabis tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, mentre è diminuito il saggio di mortalità indotta dalla droga.

Per l’Italia, preoccupano l’uso di cannabis, oppioidi ad alto rischio e cocaina; decisamente sotto la media europea il dato sulla mortalità per overdose e, nel confronto con la situazione americana, i ragazzi italiani di 15 e 16 anni prediligono maggiormente alcol e tabacco.

Quasi uno su cinque ha fatto uso di cannabis nel corso degli ultimi dodici mesi: il 31,9% della popolazione italiana e, in particolare, il 27% dei giovani di età compresa tra i 15 e i 16 anni dichiarano di aver provato almeno una volta nella loro vita la cannabis e i suoi derivati.

Nel 2015 in Italia il saggio di mortalità indotta dall’uso di sostanze stupefacenti tra gli i giovani di età compresa tra i 15-64 anni è di 7,8 morti per milione: un dato nettamente inferiore rispetto alla media europea di 20,3 morti per milione.

Legislazione in Italia

Per quanto concerne il quadro normativo nazionale che disciplina l’intera materia relativa agli stupefacenti è il T.U. (Testo Unico) 309 del 1990, il quale sancisce regole concernenti la produzione, il commercio e l’uso delle sostanze stupefacenti.

Le sostanze stupefacenti non vengono definite in base ai loro effetti ma in base alle tabelle periodicamente aggiornate dal Ministero della Sanità.

La produzione, il trasporto, la prescrizione e l’uso a scopo terapeutico dei farmaci ad azione stupefacente contenuti nell’elenco del Ministero della Sanità devono avvenire con particolari autorizzazioni da parte dello Stato.

Per alcune la prescrizione medica può avvenire solo attraverso una modulistica particolare e solo per determinate patologie: è il caso della morfina (cancro, infarto), dei barbiturici (epilessia, malattie psichiatriche), delle amfetamine (obesità grave), della tossicodipendenza da oppiacei (metadone, buprenorfina), etc.

Per altri composti, come le benzodiazepine, sono invece previste forme di controllo.

La normativa vigente a chiunque faccia uso di sostanze stupefacenti di optare liberamente se, come, dove e quando curarsi senza perciò subire alcuna situazione discriminante dal punto di vista sociale e personale.

La legge garantisce che i diritti dei pazienti tossicodipendenti siano rispettati senza alcuna discriminazione sociale.

Con il Decreto legge 20 marzo 2014, n. 36, convertito con Legge 16 maggio 2014, n. 79, sono state apportate alcune revisioni al Testo unico sugli stupefacenti (DPR 309/90), a seguito della sentenza 32/2014 della Corte Costituzionale che ha ripristinato il sistema sanzionatorio collegato agli illeciti relativi alle sostanze stupefacenti e psicotrope suddivise in quattro tabelle.

Nella tabella dei medicinali (riportata sul sito del Ministero della Salute) sono indicati i medicinali a base di sostanze attive stupefacenti e psicotrope di corrente impiego terapeutico ad uso umano o veterinario ed il regime di dispensazione ad uso di medici, farmacisti e operatori del settore farmaceutico.

In modo sintetico le tabelle comprendono:

Tabella I (aggiornamento agosto 2016): Oppio e derivati oppiacei (morfina, eroina, metadone ecc.), Foglie di Coca e derivati, Amfetamina e derivati amfetaminici (ecstasy e designer drugs), Allucinogeni (dietilammide dell’acido lisergico – LSD, mescalina, psilocibina, fenciclidina, ketamina ecc.);
Tabella II (aggiornamento agosto 2016): Cannabis;
Tabella III (aggiornamento agosto 2016): Barbiturici
Tabella IV (aggiornamento agosto 2016): Benzodiazepine

Come prevenire l’utilizzo delle droghe da parte dei più giovani

Come si è ben compreso dalla guida e dalle statistiche riportate il problema dell’uso di stupefacenti riguarda in particolare la fetta dei giovanissimi, i quali vengono a contatto con la droga a scuola e negli ambienti pubblici da loro stessi frequentati come pub, discoteche, locali notturni, etc.

Il fatto che i giovani ne vengano a contatto nasconde rischi e pericoli per la loro salute e per lo stato psicologico; la droga crea dipendenza e, a lungo andare, distrugge la vita cagionando la morte di chi l’assume.

Per questo occorre educare, fin da bambini, i giovanissimi: si tratta di responsabilizzarli e di fare conoscere loro le conseguenze nocive che possono impattare sulla loro vita e sul loro stato di salute mentale e fisico.

Per questo all’interno delle Scuole si organizzano seminari ed incontri volti a disincentivare l’uso di droga, alcol e fumo da parte dei giovani.

Un coinvolgimento della famiglia e dei genitori in queste Campagne di sensibilizzazione dei giovanissimi a non assumere alcun tipo di sostanze stupefacenti è un buon punto di inizio per evitare che il figlio o la figlia possa anche solo farne un utilizzo sporadico.

La stessa famiglia, come il ruolo delle istituzioni scolastiche impattano molto sull’educazione del giovane e sulla sua consapevolezza che l’uso di stupefacenti cagiona danni irreparabili e distrugge la vita.

Solo le campagne di prevenzione e di sensibilizzazione aiutano a capire la gravità del problema sociale; per questo occorre promuoverle.

E la stessa famiglia deve partecipare agli incontri per aiutare il giovane a capire la gravità della tossicodipendenza.

Tipi di droghe: considerazioni finali

Come avrai compreso dalla guida, il problema della tossicodipendenza da uso di sostanze stupefacenti è un problema che riguarda i giovanissimi di età compresa tra i 15-16 anni, i quali ne vengono a contatto in ambienti quali la scuola, discoteche, pub e altri locali da loro frequentati.

Gli effetti che cagionano l’assunzione delle droghe sia che siano narcotici, stimolanti ed allucinogeni, sono irreparabili sullo stato di salute fisica e mentale del ragazzo/a.

Per questo occorre che il giovane sia sensibilizzato e disincentivato dal provare lo “sballo” che l’assunzione della sostanza stupefacente induce.

Scuola, Istituzioni e Famiglia devono giocare un ruolo di primissimo piano per educare il giovane a non assumere alcun tipo di droga, neppure leggera.

Tra figli e genitori deve esserci un dialogo “costruttivo” e di responsabilizzazione; solo in questo modo, il giovane viene disincentivato a venire a contatto con le sostanze stupefacenti.

Educazione, dialogo e sensibilizzazione sono le chiavi “vincenti” per prevenire la tossicodipendenza dei propri figli, aiutiamoli!

 

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